Mugugni a fine gara - Governucci: "Fischi meritati, ma Colantonio è l'unico esente da colpe. Questa Turris ha 2 squadre, bisogna..."

di Vincenzo Piergallino
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Questa volta il pubblico del Liguori non è stato tenero al fischio finale, rifiutando il saluto della squadra sotto il settore e chiedendo alla stessa maggior carattere nei prossimi impegni, alla luce di una classifica che si sperava meno preoccupante qualche settimana fa. Nel post gara c'è stato una sorta di confronto pacifico anche tra la squadra e alcuni tifosi. Qualche mugugno, seppur isolato, anche nei confronti del presidente Colantonio, in merito ai quali si è espresso il ds della Turris Antonio Governucci: "Credo che i tifosi abbiano ragione, i fischi sono tutti meritati. Ma l'unica persona che in questo momento è esente da colpe è il presidente Colantonio. E' vero che molti vedono la Turris da 40 anni, ma senza Colantonio oggi probabilmente la loro squadra giocherebbe in categorie inferiori o sarebbe addirittura morta. Dobbiamo stargli tutti vicino, perché noi siamo di passaggio, ma lui può garantire veramente un grande futuro a questo club".

Il ds corallino analizza gli ultimi risultati negativi: "La colpa è solo nostra, a cominciare da me in primis, fino allo staff tecnico ed i calciatori. Sull'1-1 si doveva gestire molto meglio la partita. Non ci sono scusanti che tengano, abbiamo sì perso contro un'ottima squadra, ma noi stiamo abbassando il nostro livello di rendimento. Secondo me non abbiamo più l'autostima di qualche settimana fa. Dobbiamo rialzarci, fare meno chiacchiere ed essere più pratici, più cinici. Adesso si fa dura ed è vergognoso occupare l'attuale zona in classifica per i sacrifici che fa la società. Insomma, dobbiamo fare tutti mea culpa e far sfruttare al meglio il potenziale di questa squadra, che può lottare alla pari con le grandi. Ci sono, ad esempio, giocatori entrati in ottima condizione come Guarracino e Pontillo. Noi abbiamo due squadre oggi e tanti elementi validi. Quindi, se ci sono sconfitte o prestazioni deludenti, non è di certo colpa del mercato o dei presidenti...".


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