IL RETROSCENA - Turris-Carannante: un divorzio già scritto da tempo, anticipato solo dai playout…

di Vincenzo Piergallino
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Il divorzio tra la Turris e Roberto Carannante era già scritto da tempo, ma sembrava destinato a concretizzarsi a fine stagione in maniera indolore, consensuale e soprattutto con una salvezza in tasca che avrebbe fatto tutti i contenti. A far saltare il banco e uno scenario che ormai aveva già preso forma, l’inaspettata caduta dei corallini nei playout, che ha indotto la società ad anticipare una separazione che in ogni caso sarebbe avvenuta in estate.   

Infatti il feeling tra club e tecnico si era incrinato da tempo e difficilmente le strade sarebbero proseguite insieme. Da una parte il club corallino aveva già in programma di cambiare guida tecnica per l’anno successivo, ma anche lo stesso Carannante non avrebbe accettato un’eventuale riconferma a “scatola chiusa”, senza la garanzia che determinati episodi a lui poco graditi non si fossero più ripetuti.

Gli ultimi passi falsi in campionato, che hanno riaperto e complicato decisamente il discorso salvezza della Turris, hanno ulteriormente inasprito un rapporto già compromesso da tempo, ma che per quieto vivere e per l’interesse di ambo le parti era stato mascherato, nella speranza che la Turris si salvasse tranquillamente, per poi salutarsi a fine stagione e augurarsi reciprocamente le migliori fortune.

Così non è andata purtroppo. La Turris si giocherà la permanenza in D nella gara secca del 20 maggio con l’Aversa e lo farà senza Carannante, sollevato dall’incarico dopo il ko di Taranto. Una separazione che viene da lontano, determinata da alcuni episodi che hanno visto club e allenatore in disaccordo su vari punti. Da un lato Carannante ha mal digerito il lungo silenzio stampa indetto a febbraio, che ai più è sembrato ‘ad personam’, dato che tra i tesserati era soprattutto lui a parlare prima e dopo le partite. Altro episodio cruciale dopo la trasferta di Sarno, quando il mister con la vittoria allo Squitieri ha evitato un nuovo esonero, pretendendo all’indomani dello stesso un comunicato dalla società nel quale si smentiva qualsiasi interesse per Giovanni Ferraro, presente a Sarno non soltanto nelle “semplici” vesti di neutrale addetto ai lavori.

D’altro canto la Turris non ha gradito la gestione della rosa e dell’aspetto comunicativo in alcune fasi della stagione, ritenendo che la salvezza potesse essere raggiunta con più agio e anticipo, in virtù di un mercato di riparazione ritenuto più che all’altezza dell’obiettivo prefissato, così come commentato recentemente anche dal presidente Colantonio.

Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso sarebbe avvenuta dopo la sconfitta interna col Gragnano, quando la società non ha gradito la posizione troppo in disparte del mister durante la contestazione dei tifosi. Episodio che poi ha avuto degli strascichi anche alla ripresa degli allenamenti, quando la dirigenza ha tenuto a rapporto esclusivamente la squadra negli spogliatoi, escludendo in maniera insolita lo staff tecnico.

Il punto finale nelle ultime ore quando la società, secondo indiscrezioni, avrebbe testato anche gli umori della squadra prima di optare per l’esonero, intuendo che anche nello spogliatoio il tecnico napoletano non riscuotesse più consensi unanimi. Un provvedimento dunque nato anche per dare una sterzata mentale ai giocatori in vista di una gara che deciderà non solo il presente, ma anche il futuro della Turris.


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