Carannante di nuovo ex: "Delegittimato più di una volta, ma non aveva senso cacciarmi ora. Farò il tifo per la Turris, perché la salvezza sarebbe anche mia..."

di Vincenzo Piergallino
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Mister Carannante commenta con grande amarezza la seconda separazione con la Turris. L’ormai ex tecnico corallino, in questi giorni ospite del Benevento per assistere agli allenamenti del vecchio compagno di squadra Roberto De Zerbi, lascia intendere che non si sarebbe aspettato questo epilogo, pur consapevole che da tempo il rapporto con parte del club corallino non fosse più idilliaco: E’ evidente, credo io, che l’esonero non sia dipeso dalla sconfitta di Taranto. Gara che abbiamo affrontato con 6 titolari in meno, contro una squadra già di per sé più forte. Nonostante ciò, la prestazione è stata di livello, perché abbiamo tenuto testa per gran parte del match al Taranto, con qualche episodio che poteva girarci a favore e magari cambiare il risultato finale. Insomma, realisticamente si sapeva che domenica non avremmo avuto grosse chance”.

Carannante aggiunge: Non credo che cacciarmi a questo punto della stagione, prima di un playout, abbia avuto molto senso. Magari avrebbe avuto più logica farlo prima, dato che in più di un’occasione è capitato che fossi delegittimato verso lo spogliatoio. Questo è il danno peggiore che si possa fare nei confronti dell’allenatore, ma allo stesso tempo è un autogol anche nei confronti dello stesso club. I rapporti con il presidente sono stati da sempre ottimi e lo sono tuttora, mentre è evidente che con qualche dirigente non ci fosse un gran feeling, soprattutto ultimamente”.

L’ex capitano del Foggia ci tiene a precisare: Con la squadra c’era grande sintonia, lo dimostra il fatto che tutti mi hanno chiamato una volta appresa la notizia dell’esonero. E’ chiaro che in ogni gruppo ci può essere qualcuno più scontento, perché magari trova meno spazio. Ma devo dire che tutta la rosa è stata estremamente corretta e leale nei miei confronti, anche di fronte a determinati episodi”.

Carannante si congeda così dalla Turris: “Mi dispiace tanto, perché a questo punto me la sarei voluta giocare fino alla fine con i ragazzi. Ed ho sempre detto che anche in ottica futura la Turris sarebbe stata sempre la mia prima scelta, nonostante già ora mi sia arrivata qualche proposta da altri club. Sarei rimasto volentieri a Torre, a patto però che oltre alle garanzie tecniche ci fosse anche un’organizzazione interna che salvaguardasse il rispetto dei ruoli. Detto questo, il 20 maggio ovviamente farò il tifo per la Turris. In primis perché lo merita per quanto fatto quest’anno. E poi perché quella salvezza sarebbe anche mia, dato che i 40 punti sul campo li ho conquistati anche io e questo nessuno può metterlo in dubbio!”.


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