-4 al derby salvezza – La voce storica della Turris Antonascio: “Domenica il popolo corallino deve essere protagonista del cambiamento. Può essere l’inizio della risalita…”

di Vincenzo Piergallino
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Sono poche ormai le ore che distanziano l’imminente sfida salvezza tra Turris ed Aversa. L’attesa cresce per un match che può cambiare notevolmente la vita di entrambi i club campani, tanto in positivo come in negativo. Si attende il pubblico delle grandi occasioni al Liguori, in città si respira aria di pienone. E proprio il fattore casalingo potrebbe essere un pesante punto a favore per i corallini, come sottolineato anche dalla voce storica della Turris, Antonio Ascione, da tutti conosciuto come "Antonascio", nota penna giornalistica, commentatore e speaker da sempre legato alle sorti dei biancorossi, il quale ha espresso il suo pensiero in vista di questo importante evento:

"Non è la prima volta che la città vive una situazione di pericolo calcistico come quello che sta vivendo in questo momento. Gli almanacchi corallini sono pieni di episodi di fallimenti, giunti in momenti in cui sembrava a portata di mano il successo, leggasi il mantenimento della categoria. Proprio questi fallimenti hanno determinato il depauperamento del pubblico di fede corallina e lo si vede la domenica allo stadio: di gente se ne vede poca e qui comincia anche il discorso di come ingrossare le file dei supporters. Proprio alla luce di queste considerazioni la partita di domenica con l'Aversa è la partita della vita e della svolta.

Il mantenimento di una categoria - la serie D - che comunque non si addice alla Turris, è un punto di partenza. La gara con la squadra dell'Agro aversano somiglia tantissimo a quel "prima di ricominciare" che significa il momento per mettere le basi per rilanciare il futuro. Ancora una volta il pubblico è chiamato a svolgere per intero la sua parte, dimenticando l'annata deludente e darsi tanti pizzichi sulla pancia. Di qui non si scappa perché domenica si "vota" la sopravvivenza della Turris e la "conservazione" di un Presidente che ha pagato lo scotto del noviziato ma che comunque si è dissanguato per un rilancio che le circostanze non hanno visto la realizzazione.

Si vada allo stadio con il solo compito di contribuire a togliere la Turris dalle sabbie mobili. Poi si potrà ricominciare a parlare di rilancio. E' una domenica in cui il pubblico - e non per ripetere una frase fatta - ha il potere di spingere la squadra verso la tranquillità. Mai come stavolta i processi non servono; se li intavolassimo non sarebbe né positivo né edificante. Domenica il popolo corallino deve essere protagonista del cambiamento" (Antonascio).


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