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Tifocronaca di un Turris-Taranto del 2001: "A Torre mentalità e coerenza da vendere"

di Vincenzo Piergallino
Fonte: mondorossoblu
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Cominciamo dalla fine: stavamo ballando e cantando quando un trillo malefico di telefonino ci porta la ferale notizia. Il Campobasso vince a Cava. Fine delle illusioni. La mazzata è grande e non riusciamo a festeggiare come la vittoria imperiosa di Torre del Greco meriterebbe.

Trasferta strana quella di domenica: dopo la brutta gara contro la Cavese, il grosso della tifoseria rossoblu è rimasta alquanto distaccata: 139 paganti rappresenta il magro bottino raccolto domenica, trasferta con poca partecipazione, senza alcuna organizzazione ma tutta spontaneità e voglia di esserci. Ma dov’erano i quattromila di Campobasso? Arriviamo al casello di Torre del Greco e , come promesso, troviamo una volante che ci scorta al parcheggio auto custodito. Grande dispiegamento di forze a Torre del Greco, insolito se consideriamo i precedenti in Campania.

Perquisizioni d’obbligo, acquisto biglietti. Ennesima giornata “pro” quando arriva il Taranto. I pullman di città ci trasportano al campo sportivo. Arrivati al settore distinti (solitamente occupato dai tifosi di casa) ecco il primo contatto con i corallini. Strette di mano, scambi di sciarpe e adesivi: la stima reciproca tra le due tifoserie è rimasta immutata e si vede dalla sincerità di questi gesti. Gli ultras di Torre ci portano il loro giornalino: rispettano i tarantini e vorrebbero che il resto della tifoseria campana accogliesse i supporters rossoblu nella stessa maniera in cui i corallini furono ospitati allo Iacovone. Sono lontani i tempi di Castellaneta, quando nacque questa stima reciproca, quando la Turris lottava per il play off e il Taranto scivolava verso la retrocessione, ma lo spirito e la passione sono immutati.

Annuncio delle formazioni. Come consuetudine viene data lettura della formazione ospite. Notiamo i ragazzi di Torre (sistemati per l’occasione in tribuna) che esortano la restante tifoseria a non fischiare. Parte un applauso scrosciante. Lettura della formazione della Turris: i tarantini ricambiano l’omaggio. Parte la partita, ognuno fa il tifo per la propria maglia. Una dimostrazione di rispetto davvero encomiabile. Senza nessun gemellaggio, solo grande rispetto. Quando si è in pochi, si riesce a dare un impatto vocale notevole. Era già successo a Gela, per esempio. In tanti la curva tarantina non riesce ad esprimere appieno le proprie enormi potenzialità. Tifo assordante e costante, molte volte siamo riusciti a sovrastare i padroni di casa. Poi l’affermazione del Taranto ha agevolato il compito. È innegabile che quando il Taranto gioca bene, il tifo è ad alti livelli. Tifo goliardico e appassionato, revival di cori anni 80, tutto “english school”. Fino alla mazzata di Cava che ha tarpato le ali all’entusiasmo.

Fine della partita, i calciatori rossoblu festeggiano la vittoria e finalmente si degnano di salutare i tifosi giunti da Taranto, regalando loro le maglie. Durante il tragitto di ritorno in bus, applausi reciproci tra le due tifoserie nel dedalo di viuzze che separa lo stadio dal parcheggio. Addirittura ci viene offerta della birra, gesto sicuramente apprezzato. Questa trasferta ha dimostrato, qualora ce ne fosse bisogno, il grande senso civico e sportivo dei tifosi rossoblu. Domenica è stata una giornata di sport, serena, appassionata, sincera. Peccato che la stessa non abbia avuto il giusto risalto che avrebbe meritato. Peccato che si dia troppa evidenza alla violenza e mai ad una giornata di sincera sportività. Agli amici di Torre vorremmo augurare la permanenza: mentalità e coerenza da vendere.

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