Fondi freschi per il Liguori: un raggio di speranza nel buio della rassegnazione…

di Vincenzo Piergallino
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La notizia che nessuno si aspettava, ma che tutti speravano di leggere non molti mesi fa. L’ingresso di Torre del Greco ed in particolare dell’Amerigo Liguori nel circuito delle Universiadi di Napoli del 2019 ha destato l’animo dei tifosi corallini, riaccendendo un briciolo di speranza in ottica futura. La Regione ha stanziato ben 500 mila euro per la ristrutturazione dell’impianto di Viale Ungheria, fondi preziosissimi per apportare quelle migliorie indispensabili per il rinnovamento del tempio della Turris.

Era proprio quello che ci voleva in questo momento, in una fase di appiattimento totale dovuta ad una stagione ormai vuota di significato e di aspettative, che ha finito per togliere anche la forza di incitare ed esultare a chi, nonostante tutto, continua tuttora ad occupare il Liguori, nonostante uno stadio ormai vecchio ed obsoleto quanto la stessa speranza di poter tornare nel calcio che conta.

Forse, ai fini di questa piccola conquista, avrà inciso anche il rumore dell’ambiente, a cominciare dal nostro precedente editoriale, scatenatosi non appena erano state ufficializzate le varie città che avrebbero ospitato questo importante evento sportivo. Sarebbe stato un altro colpo duro da digerire vedere Torre fuori da qualsiasi gioco, scavalcata anche da città ad essa inferiori per vari aspetti. Ma soprattutto sarebbe stato un altro duro colpo anche per le sorti del calcio cittadino, perché era francamente utopico trovare queste risorse attraverso altre strade. Difficilmente Torre avrebbe avuto un’altra chance simile ed è ormai chiaro che senza una struttura adeguata oggi il calcio non ha futuro,in qualsiasi categoria.

L’inserimento di Torre nelle città interessate dalle Universiadi forse non provocherà stravolgimenti nel futuro immediato, anche perché i lavori dovrebbero partire non prima di gennaio 2018, ma sicuramente a lungo termine potrebbe aprire scenari interessanti, fungendo da stimolo a nuovi imprenditori per investire nella realtà calcistica torrese. Meglio tardi che mai, consapevoli che a Torre ultimamente si è promesso molto ma si è raccolto davvero poco.

Ora però non si può più sbagliare: l’opportunità è stata colta sul filo di lana e non va bruciata. I fondi sono stati stanziati e se saranno rispettate le consegne imposte dalla Regione nessuno potrà sottrarli alla “seconda vita” dell’Amerigo Liguori. La questione stadio non deve essere più un assist o un alibi per giustificare le proprie mancanze, ma al contrario uno stimolo per dedicarsi ancor più nel rilancio del calcio cittadino.

Un primo passo, assolutamente non banale, è stato fatto. Ma ora bisogna darsi da fare. E’ in gioco la credibilità di molti…

    


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